SEI IN Home>Scialpinisitca al Monte Palombo

TORNA A HOME

16/12/2005 Scialpinistica al Monte Palombo, nel Parco Nazionale d'Abruzzo
Partecipanti: GIULIO, PAOLO, FABIO.
Dislivello: 800mt circa
Difficoltà: MS
Tempo di Salita: 2,5h

Facile e panormaica scialpinisitca su una delle "vette minori" del PNA.

La meteo, particolarmente turbolenta in questo dicembre 2005, ha concesso una giornata di tregua, che noi siamo stati lesti a cogliere. Grazie alle abbondantissime nevicate delle settimane precedenti siamo già alla seconda uscita, cosa abbastanza rara negli ultimi anni. La nostra meta è il Monte Palombo, una delle tante vette all’interno del territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo che si avvicinano o, come in questo caso, superano di poco i 2000m. Si trova tra Bisegna e Pescasseroli, in una vasta zona con splendidi boschi di faggi che si distribuiscono su dolci ondulazioni sui 1500 – 1600m di quota. Gran parte dell’itinerario si svolge su una larga cresta molto panoramica dove macchie di bosco si alternano a luminose radure.

La zona compresa tra il Monte Narcolano e il Monte Turchio, ondulata ed a quote medie intorno ai 1500 - 1600m ha un aspetto da grande nord e sembra essere ideale per il fondo escursionistico..


Grandioso il panorama su buona parte dei monti del Parco, su Velino e Gran Sasso. Al nostro arrivo c’è uno splendido sole, la giornata si preannuncia molto bella, non fa freddo (-1,2°C). Dallo slargo davanti al fontanile parte una sterrata che supera due cancelli con logo del Parco passando in una zona con numerose piccole sorgenti. Oltrepassato il secondo cancello mettiamo gli sci che iniziano a scorrere sulla neve ben indurita dalla notte. Avendo di fronte le tondeggianti propaggini del Monte Pietra Gentile si segue la carrareccia, che entra subito nella faggeta. Poco dopo occorre prendere a dx per una traccia che sale subito moderatamente sulla costa boscosa. Ad un tratto la pendenza diminuisce e il tracciato sembra scendere; a questo punto bisogna abbandonarlo, deviando a dx e infilandosi nel bosco, facilmente percorribile con salita moderata in direzione E – SE.


In salita lungo il largo crinale, tra radure e macchie di faggi, dall'aspetto contorto e coperti di licheni. Già notevole l'accumulo di neve al suolo.


Nel bosco, con i faggi particolarmente coperti di licheni e tendenzialmente un po’ contorti, saliamo senza fatica sulla bella neve dura, di spessore via via maggiore man mano che la quota aumenta. Incontriamo anche una vecchia traccia di sci risalente a qualche giorno prima, che sembra seguire il percorso di un sentiero, e nella cui scia ci inseriamo anche noi. Dopo aver superato un breve avvallamento, 1380m circa, si ricomincia a salire nel bosco ripido in direzione S – SE, con i faggi che sembrano colonne di una cattedrale. Sempre seguendo le vecchie tracce di sci lungo il sentiero siamo in breve arrivati sul filo della cresta, gia ben definito, che d’ora in poi si seguirà più o meno integralmente. Si giunge successivamente ad una grande radura, posta sul versante W della dorsale, e finalmente si respira.


Lungo il traverso che aggira sul versante NE la piatta antecima del Palombo. Luci e ombre sulla neve candida.


Uno splendido sole riscalda il viso, mentre la vista è già notevole verso W, dove iniziano a vedersi le cime del Marcolano e di Schiena Cavallo, che rasentano di poco i 2000m. Si risale la radura e si prosegue più vicini al largo crinale, a tratti boscoso e a tratti aperto e panoramico. La neve aumenta sempre più, così come la vista. Verso NW compaiono in lontananza le cime del Velino, della Magnola e della Serra di Celano. Ad ogni scivolata in su dello sci il nostro entusiasmo si accresce: neve magnifica, sole caldo, aria tersa. Seguendo senza difficoltà la dorsale o tenendosi un poco sul versante W per sfruttare alcune radure si sale senza difficoltà, guadagnando quota rapidamente. Quindi la pendenza diminuisce e si affronta un tratto quasi pianeggiante dove, ahinoi, è posto un grande ripetitore per la telefonia mobile (1930m circa).


Ultima selletta prima della vetta. Notare la cornice a dx...siamo solo al 16 dicembre!!


A questa quota lo spessore della neve ormai è sul metro e mezzo, e la sua abbondanza è testimoniata dai faggi che sono caricati e a volte spezzati da enormi mallopponi bianchi appollaiati sui rami più grossi. Ora lo sguardo spazia da W a E, abbracciando un gran numero di vette. In particolare verso NE la Terratta, con la sua lunghissima cresta, sembra un serpentone bianco che scivola sui boschi sottostanti. Dopo aver attraversato un ultimo breve tratto di bosco grottescamente piegato dalla neve usciamo sul tratto finale di cresta. L’ambiente è magnifico: il sole crea luci e ombre molto suggestive giocando con gli ingenti accumuli nevosi del crinale. Si aggira una debole prominenza tenendosi sui dolci pendii del versante nord orientale, con gli sci che solcando un piccolo strato di neve farinosa superficiale provocano intenso piacere fisico allo scialpinista.


Dalla vetta si gode un panorama rimarchevole. Qui vediamo in primo piano l'articolato gruppo del Monte Marsicano, piccolo sullo sfondo il severo Monte Petroso.


Dopo una rapida discesa ad una selletta si affronta l’ultimo pendio fino alla vetta ampia e pianeggiante, 2013m. Lo sguardo spazia ovunque, ma in particolare si sofferma sulle maestose moli del Monte Marsicano e del Monte Petroso a SE e del Gran Sasso che si staglia nitido all’orizzonte verso N – NW. Non è freddo, siamo sui -2°C, ma inizia a tirare un forte vento da NW. Così dopo il lauto pranzo siamo ansiosi di buttarci nella discesa. L’itinerario è lo stesso della salita e risulta molto divertente. Le condizioni della neve non sono ottimali, a tratti è un po’ crostosa (CA-), ma ugualmente apprezzabile. In men che non si dica siamo di nuovo alla macchina.


Considerazioni di giornata: itinerario consigliabile questo del Monte Palombo, soprattutto in caso di abbondanti nevicate che pregiudichino altri pendii più pericolosi e permettano belle curve in neve fresca. Percorso vario, panorama bellissimo, rischio valanghe zero. Il tratto finale di cresta non è consigliabile in caso di brutto tempo.

Accesso stradale: autostrada A24 Roma – l’Aquila fino all’uscita di Pescina, quindi strada provinciale Pescina – Bisegna. Si lascia la macchina in corrispondenza dell’ultimo tornante prima dell’incrocio con la SS83 Pescina – Passo del Diavolo – Pescasseroli (località Fontane della Padura, 1275m).

-Temperatura aria alla partenza: 1275m ore 09:30, -1,2C
-Temperatura aria in vetta, 2013m, ore 13:30, -2,3°C; vento da WNW in intensificazione.
-Spessore neve vicino alle vetta in zona di accumulo: 185cm;
-Temperatura nella neve a 5cm: -3,3°C; a 50cm: -0,7°C.

TORNA A HOME

Il Monte Geologo 2003-2005